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I superforecaster sono tra noi. E tu, sei uno di loro? | 4/06/2026
Ciao,
Ci sono dei superumani tra di noi. Non volano e non sollevano autobus, ma vedono il futuro.
O meglio, lo stimano con una precisione che lascia a bocca aperta.
Si chiamano superforecaster, super-predittori in italiano.
Ora immagina la sigla di questa mail: un ragazzo con gli occhi febbricitanti fissa una lavagna coperta di grafici e frecce. Intorno a lui, il mondo esplode in titoli di giornale e grida nei talk show ma lui resta immobile. Poi scrive un numero: 73%.
Dissolvenza.
Titolo: The Forecasters.
Come in un film della Marvel esiste anche una società che li cerca e li assolda. Non è uno scherzo. La società – ovviamente americana – si chiama Good Judgment Inc. Dietro al progetto, un gruppo di scienziati tra cui Philip Tetlock, Barbara Mellers e Don Moore. Nel board consultivo c’era Daniel Kahneman, premio nobel per l’economia nel 2002.
Sono persone in grado di fare previsioni sul futuro molto più accurate della media delle persone.
La Good Judgment Inc recluta un superforecaster per fargli fare previsioni, che affina mettendole assieme a quelle di altri superforecaster, e poi vende a enti commerciali e istituzionali.
Un esempio di previsione la trovi sul loro sito:
La loro risposta: 88%.
E tu, sei un superforecaster? Qui puoi fare il Forecaster Test, messo online dalla stessa Good Judgment Inc.
Il superforecaster è un umano con caratteristiche diverse dall’umano standard.
Se mi chiedono “che probabilità c’è che un Italiano vinca il Roland Garros domenica prossima 7 giugno?” io non riesco a separare quello che spero da quello che credo. Si chiama “pensiero speranzoso” e inquina la nostra capacità di giudizio. Un superforecaster no, lui valuta senza che la speranza o il tifo gli inquinino il giudizio.
Se per me e te cambiare opinione è faticoso, perché significa ammettere di aver sbagliato, a un superforecaster non fa male: lui cambia opinione quando arrivano nuovi dati, lui non difende le previsioni precedenti per orgoglio. Anzi. Il superforecaster cerca deliberatamente argomenti che contraddicano le sue previsioni, e quando scopre che si sbagliava ne fa tesoro per la previsione successiva. Il superforecaster cerca la verità.
Un superforecaster non dice “secondo me Cobolli vincerà il Roland Garros”, dice “Cobolli vincerà con probabilità 20%”. E anche se per me e te non fa alcuna differenza, per lui 20% è diverso da 25%. E se c’è molta incertezza, la quantifica onestamente, perché un superforecaster non ha né la sindrome dell’impostore né un eccesso di fiducia in se stesso.
Il superforecaster guarda i dati, tutti: quelli passati, quelli presenti e li integra con naturalezza.
La prima domanda del test per forecaster che ti ho messo sopra è proprio una di quelle in cui emerge questa capacità.
→ Un’azienda fa fare un test antidroga a un suo dipendente scelto a caso, che risulta positivo. Il test ha una sensibilità del 95% (rileva correttamente il 95% dei consumatori di sostanze stupefacenti) e una specificità del 92% (identifica correttamente come negativi il 92% dei non consumatori). Nel settore in cui opera quell’azienda, circa il 4% dei dipendenti fa uso di droghe. Qual è la probabilità che il dipendente risultato positivo usi effettivamente droghe?
Ma che domanda è? Se ha fatto un test antidroga con sensibilità 95% ed è risultato positivo, che dubbi vuoi avere? Ha fatto uso di droghe e basta.
E invece no, un superforecaster sa che quel 4% di probabilità che il dipendente faccia uso di droga calcolato prima ancora che il dipendente risultasse positivo al test, è un dato che non va ignorato, ma va combinato con sapienza con gli altri dati per dare un risultato impressionante: la probabilità che quel dipendente faccia effettivamente uso di droghe è solo del 33%. Insomma, anche se un test antidroga affidabile al 95% lo ha dichiarato colpevole, è molto più facile che quel dipendente in realtà non faccia uso di droghe.
Incredibile vero? Per un superforecaster no, per lui è banale.
La prima domanda del test per forecaster che ti ho messo sopra è proprio una di quelle in cui emerge questa capacità.
Ma che domanda è? Se ha fatto un test antidroga con sensibilità 95% ed è risultato positivo, che dubbi vuoi avere? Ha fatto uso di droghe e basta.
E invece no, un superforecaster sa che quel 4% di probabilità che il dipendente faccia uso di droga prima ancora che risulti positivo al test, è un dato che non va ignorato, ma va combinato con sapienza con gli altri dati per dare un risultato impressionante: la probabilità che quel dipendente faccia effettivamente uso di droghe è solo il 33% circa. Insomma, anche se un test antidroga affidabile al 95% lo ha dichiarato colpevole, è molto più facile che quel dipendente in realtà non faccia uso di droghe.
Incredibile vero? Per un superforecaster no, per lui è banale.
Per dimostrare di essere davvero bravi, i superforecaster vengono valutati nello stesso modo in cui vengono valutati i software che fanno previsioni meteo: si raccolgono tutte le previsioni fatte e si guarda, una per una, come sono andate a finire.
Il test che si usa per valutare chi fa previsioni si chiama Brier Score e funziona “a penalità”: ogni volta che un predittore fa una previsione, prende una vera e propria penalità tanto maggiore quanto più ha sbagliato.
E infatti i buoni predittori hanno un Brier Score basso, quelli fortissimi lo hanno bassissimo.
La penalità che accumula un predittore, per ogni previsione fatta, è pari al quadrato della differenza tra la sua previsione e l’esito, che è 1 se l’evento si verifica e 0 se non si verifica.
Vediamolo con l’esempio di prima, quello del taglio dei tassi della Fed, stimato dalla Good Judgment Inc all’88% (0,88): se la Fed non taglierà i tassi, la Good Judgment Inc prenderà una penalità pari a (0,88 – 0)² = 0,77 ma se la Fed taglierà i tassi prenderà una penalità molto minore, di (0,88 – 1)² = 0,01. Dopo tante previsioni, il Brier Score totale sarà la media di queste penalità.
Dio avrebbe un Brier Score 0.
Poiché Dio sa con certezza se le cose capiteranno o no, per Lui la vincita di Cobolli non ha il 20% di probabilità ma o 0% o 100%. Per questo motivo, ogni previsione di Dio avrà sempre una penalità 0: se una cosa non succede, Dio lo sapeva, quindi aveva detto che la probabilità era 0, e prenderà una penalità (0 – 0)² = 0, ma se una cosa succede, Dio lo sapeva, quindi aveva detto che la probabilità era 1, e prenderà una penalità di (1 – 1)² = 0. Dopo tante previsioni, la media dei Brier Score di Dio sarà 0.
Ma se non sei Dio, cerchi di usare tutto quello che sai per stimare una probabilità che – per ottenere un Brier Score buono e quindi basso – dovrà essere alta (> 80%) per le cose che poi si verificano e bassa (<20%) per le cose che poi non si verificano.
Questo, più o meno, vuol dire fare buone previsioni nel mondo degli umani.
Polymarket – se non lo conosci fatti subito un giro su polymarket.com – è una piattaforma in cui le persone possono scommettere se una cosa capiterà o no, comprando azioni del “SI capiterà” o azioni del “NO non capiterà”. È un vero e proprio mercato, quindi il prezzo dell’azione del SI viene deciso dalla legge della domanda e dell’offerta.
E la cosa magica è che il prezzo del SI è una stima incredibilmente calibrata della probabilità che quella cosa capiti: in questo esatto momento, su Polymarket, la gente di tutto il mondo sta scambiando a $ 0,20 azioni del
che corrisponde a una stima della probabilità che capiti, da parte del mercato, pari al 20%.
Per questo quelli come Polymarket si chiamano Prediction Markets, ovvero mercati delle previsioni.
Il CEO di Polymarket, Shayne Coplan, un ragazzo di 28 anni, ha detto:
Una frase ad effetto che Good Judgment Inc ha voluto mettere alla prova del Brier Score: in uno studio pubblicato a gennaio 2026, ha confrontato le previsioni dei propri superforecaster con quelle di Polymarket su 1756 previsioni giornaliere aggregate su questioni che riguardano le decisioni delle banche centrali di mezzo mondo. Risultato?
E siccome qui vince chi ce l’ha più piccolo, Good Judgment è stata più brava di Polymarket in quelle previsioni.
Per darti un riferimento, i software più avanzati usati per fare previsioni meteo a 3 giorni, hanno un Brier Score che varia tipicamente tra 0,1 e 0,2. Insomma, siamo là in quanto a bravura.
In Taxi1729 abbiamo iniziato a parlare a ragazzi e ragazze di gioco d’azzardo 17 anni fa e in questi anni il mercato dell’azzardo si è trasformato: ora si gioca più online che offline, e ai giovani interessano tanto le scommesse.
E qui inizia il problema.
Dimostrare che non conviene scommettere 10 euro sul gratta e vinci Mega Miliardario è semplice: una volta capito che il conto si fa su tante giocate, qualche moltiplicazione e qualche somma, e il gioco è fatto.
Ma farlo con le scommesse è difficile.
La partita d’apertura dei mondiali, la prossima settimana, sarà Messico – Sudafrica. Il Sudafrica vincente su Lottomatica è quotato 7,5: se scommetto 10 euro e il Sudafrica vince, prendo 75 euro. Diversamente non prendo nulla.
Ecco, 7,5 è una buona quota? Quando una quota è buona? Come si dimostra che 7,5 non è una buona quota?
Queste domande hanno una risposta, ma intavolarla non è un gioco da ragazzi come per i gratta e vinci.
Per rispondere, come minimo, dovremmo:
Con la certezza di perdere per la strada il 99% dei ragazzi o di scontrarci con chi è convinto di capire di scommesse solo perché capisce di calcio.
Da anni non troviamo un modo per parlare di scommesse ai giovani senza passare da questa complessità. E siamo anche infastiditi da chi, sul tema, dice un sacco di boiate senza farsi tutte queste remore.
Forse la strada è proprio farla intuire, questa complessità: far intuire quanto è difficile essere dei buoni predittori, quanta matematica c’è dietro la misura di questa bravura, quanto siano bravi i bookmaker (e in generale il mercato) nel fare queste previsioni, quanto le riflessioni che può aver fatto un ragazzo – uno scommettitore ricreativo – sulla prima partita dei mondiali siano lontane da quello che dovrebbe fare uno scommettitore professionale. Perché sì, esistono anche gli scommettitori professionali e forse non dovremmo nasconderlo, correndo il rischio che un ragazzo pensi di essere proprio lui lo scommettitore professionale, proprio lui il superforecaster che la Good Judgment Inc cerca senza sosta.
Non lo so.
Una cosa, però, la so: se sei nell’1% – questa la mia previsione (troppo ottimista?) – di persone che hanno finito questa mail, grazie, perché è con te in mente che mi sono messo a scrivere questa lunghissima mail, che – solo ora che l’ho terminata – realizzo che mi ha molto aiutato a mettere un po’ di ordine in testa.
Spero sia stato interessante anche per te.
Se sei nell’altro 99%, beh, allora non stai leggendo.
Alla prossima
Diego
Benissimo! Allora ti farà piacere sapere che abbiamo una newsletter: poche mail per raccontarti le nostre riflessioni sulla comunicazione della scienza o sul rapporto tra scienza e società e, a volte, anche per aggiornarti sulle nostre iniziative. Promettiamo di non intasarti la casella di posta, quindi se vuoi saperne di più…
Alla fine non solo sei riuscitə a entrare nel sito, ma sei arrivatə anche fino in fondo
Quell’equazione che così tanto spaventava è in realtà soddisfatta per qualsiasi valore di x
Qualsiasi sia stata la tua risposta, quindi, era giusta
website design: giusti eventi